Milano, 23 Dicembre 2018

 

“Cari Vincenzo, Alessandro, Marco e tutti i futuri presentatori di mozioni, chi vi scrive è una militante di +Europa, candidata alle scorse elezioni, iscritta della prima ora e rigorosamente “nativa”.

Per me essere nativi vuol dire, al di là della non appartenenza politica ad uno dei 3 partiti fondatori, soprattutto aver abbracciato i valori e gli ideali del nostro movimento, così come ci furono presentati un anno fa, in occasione della campagna per le elezioni politiche.

Vuol dire anche, per chi proviene da una delle 3 forze politiche originarie, aver fatto propria quella “contaminazione” necessaria che poi è risultata nel programma elettorale che noi tutti abbiamo condiviso e deciso di presentare e divulgare tra i nostri parenti e amici prima e poi fuori dal nostro “circolo di conoscenze”, “mettendoci la faccia”.

Crediamo che grazie al nostro impegno +Europa abbia raggiunto risultati insperabili e sicuramente al di sopra di quella che poteva essere la somma dei consensi espressi dai sostenitori dei singoli partiti fondatori, e sebbene non sia riuscita a raggiungere la soglia del 3%, là dove molti di noi nativi abbiamo unito le nostre forze e ci siamo mobilitati, ha raggiunto ottimi esiti. A Milano e soprattutto all’estero si è rivelata una forza di rispetto e proprio grazie ai voti europei si è assicurata la possibilità di ripresentarsi alle prossime elezioni, quelle per il Parlamento Europeo. Solo dopo le elezioni politiche di marzo ci siamo resi conto che il futuro di +Europa dipendeva dalle decisioni di 3 partiti che avevano firmato un accordo elettorale.

Ci siamo mobilitati, abbiamo persino promosso una petizione e ci siamo iscritti ai partiti fondatori per poter contare di più.

Quello che oggi voglio affermare e comunicare a coloro che presentano le mozioni, per evitare che le stesse siano rappresentative ciascuna dell’istanza dei singoli partiti fondatori, è che darò il mio voto e sceglierò come leader del nostro partito colui che saprà dimostrare le seguenti cose:

1. individuare nella campagna elettorale per il PE la priorità delle azioni politiche in linea con la finalità del partito che non a caso si chiama “+Europa”;

2. fare emergere l’identità del nostro movimento, che lo differenzia nelle lotte politiche, nel modus operandi e nei contenuti sia da quelli delle altre forze politiche, sia, in termini diversi, anche dalle forze politiche fondatrici;

3. essere determinato a porre al centro della lotta politica il salto, e la soluzione di continuità, rappresentati dalla trasformazione dell’Europa da alleanza, sia pure organizzata e relativamente stabile, di stati sovrani, in unione federale, secondo il principio che nessun discorso sui contenuti delle politiche europee può avere senso in assenza del presupposto esistenziale costituito da un “luogo” istituzionale di elaborazione politica provvisto di legittimità nativa, fondato cioè sull’elezione, a suffragio universale europeo, dell’organo politicamente sovrano dell’Unione, anziché sulla somma di elezioni su base nazionale di un Parlamento solo nominalmente europeo. E, solo sulla base di questa ineludibile premessa;

4. capace di fare da forza aggregante su temi fondamentali e di forte impatto per il benessere sociale come la promozione del lavoro, la tutela dell’ambiente, la formazione permanente oltre che, naturalmente, sul tema della salvaguardia delle acquisizioni comunitarie, dalla libera circolazione delle persone alla moneta comune: nella convinzione che a un’Europa sempre più estesa e sempre più insignificante sia da preferire un’Europa più circoscritta ma provvista di identità politica, e che dibattere su “quale Europa?” sorvolando sul fatto che, politicamente parlando, l’Europa non è ancora nata, significa oggettivamente restare schiacciati sulla posizione dei “sovranisti” e, conseguentemente;

5. aver chiari e quindi perseguirli politicamente, alcuni “passaggi” istituzionali fondamentali per arrivare ad un autentico federalismo europeo che riassumo in 2 fasi necessarie:

a. condivisione dei poteri tra parlamento europeo e consiglio, trasformandoli in effettive camere  legislative (bassa ed alta)

b. istituzione di una costituente per la stesura di una costituzione federale europea che stabilirà, fra le altre cose, un budget europeo ben più consistente di quello attuale, costituzione che dovrà ottenere la legittimazione dei sui cittadini

6. risoluto nel superare le divisioni interne di corrente, dimostrandolo concretamente anche attraverso il coinvolgimento dei nativi nelle cariche dirigenziali del partito

Da sempre penso che la forza di +Europa sia stata quella di aver intuito la posta in gioco per il futuro dell’Italia e anche del mondo: un ‘Italia forte in Europa, un’Europa forte nel mondo ed è questa intuizione che deve essere alimentata nei contenuti politici, nella comunicazione, nella militanza.

Non vogliamo essere un altro partitino italiano, vogliamo diventare il primo autentico partito europeo.”

 

Martina Scaccabarozzi

 

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Piu Europa oltre le singole mozioni

"Cari Vincenzo, Alessandro, Marco e tutti i futuri presentatori di mozioni, chi vi scrive è una militante di +Europa, candidata alle scorse elezioni, iscritta della prima ora e rigorosamente "nativa".

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